Storia di Capri e del Comune

La nascita del Comune e un po' di storia di Capri

Storia di Capri e del Comune

Alcuni studiosi ritengono che le origini storiche e giuridiche di un Comune coincidano con la costruzione della sua cinta muraria che rappresenta concretamente e visibilmente la volontà di convivenza e di autodeterminazione di un insieme di persone legate da vincoli etnici, culturali, familiari, economici e sociali. Essa costituisce, insieme ad un territorio, la base essenziale per la fondazione di un Comune.

Se si accetta questa teoria allora bisogna dire che le origini della comunità di Capri sono indissolubilmente legate alla costruzione delle antichissime mura megalitiche il cui tracciato si estende tra le colline di Cesina e del Castiglione. Allo stato attuale non è tuttavia possibile stabilire l'epoca originaria di fondazione di questa cortina muraria che fu sopraelevata successivamente nel periodo medioevale.

Le origini della comunità di Capri possono essere individuate con maggiore certezza nel VII-VI secolo a.c. quando genti di provenienza egea fondarono una loro colonia sull'Isola di Capri, costruendo il loro villaggio in parte al riparo delle mura megalitiche e in parte presso la spiaggia di Marina Grande. Come riferisce Virgilio nell'Eneide il popolo dei Teleboi guidato dal mitico re Telone istituì un suo regno a Capri; suo figlio Ebalo si trasferì poi sul continente fondando altre città.

L'isola ai tempi dell'antica Roma

Quando l'imperatore Augusto acquisì al suo patrimonio personale l'Isola di Capri scambiandola con quella di Ischia, trovò sul posto un popolo di origini e costumi greci con proprie tradizioni e con un proprio governo. Augusto, amante della cultura greca, dovette essere invogliato proprio da questa presenza a stabilirsi sull'Isola e così fece dopo di lui anche Tiberio che vi dimorò per ben dieci anni dal 27 al 37 d.C., governando l'Impero proprio da Capri.

Strabone (I sec. a.C. - I sec. d.C.) dice che sull'Isola di Capri esistevano due "oppidula"; si riferiva evidentemente ai due insediamenti urbani: il primo costruito più in alto al riparo delle poderosa mura megalitiche e il secondo presso la spiaggia di Marina Grande.

Con la morte di Augusto l'isola tornò progressivamente nell'anonimato e, a seguito delle prime incursioni saracene (VII-X sec. d.C.), la comunità isolana abbandonò gradualmente il centro abitato vicino al mare trasferendosi, intorno all'anno mille, nell'antica cittadella greca posta in posizione più elevata e difendibile. Con la costruzione del castello e la protezione delle case con una cinta muraria, edificata sull'altra più antica, furono così gettate le basi per la fondazione del Comune.

Dal Regno Angioino ai Borbone

I primi documenti che fanno riferimento agli "universi homines" e "universitas" di Capri risalgono al periodo del regno angioino, nella seconda metà del XIII secolo. Peraltro, bisogna dire che il termine "Universitas" fu introdotto già durante la dominazione sveva e fu adoperato fino alla fine del Settecento per identificare una comunità di persone con propria autonomia giuridica e con suoi organi elettivi.
Per diversi secoli l'Università di Capri era costituita da una "Città" e da una "Terra" per distinguere appunto il centro urbano dalla campagna. La Terra era rappresentata da quello che oggi è il vicino Comune di Anacapri, il quale ebbe riconosciuta, a sua volta, l'autonomia da quello di Capri solo nel 1496 sotto la dominazione aragonese. La cinta di mura di Capri costituiva l'elemento caratteristico della Città, mentre Anacapri, che non aveva mura ma solo torri e, solo più tardi un castello, era chiamata Terra.

Dopo essere stata, per circa tre secoli (872 ca./1131), parte integrante della potente e dinamica Repubblica Amalfitana, Capri, nel corso dei secoli successivi, seguì le sorti del Regno di Napoli e Sicilia da cui essa dipendeva.
L'isola dal 987 al 1818 fu sede vescovile; la sua antica cattedrale dedicata al santo patrono S. Costanzo era collocata fuori dalla cinta muraria, verso la Marina. Le sue funzioni, sempre per ragioni di sicurezza, furono trasferite all'interno della città nella chiesa di Santo Stefano, posta sulla famosa Piazzetta che divenne per questo motivo Pro Cattedrale.

Come abbiamo visto la città di Capri era difesa oltre che da mura anche da un castello, alla cui sorveglianza provvedevano un castellano ed un gruppo di armigeri; a questi, nei momenti di maggior pericolo, si univano popolani di ogni estrazione sociale. Col passare dei secoli, in special modo dal XVI secolo in poi, con la venuta degli spagnoli, la difesa della città gravò totalmente sulla popolazione la quale doveva provvedere a fornire uomini e mezzi.
L'Università era quindi costretta a destinare parte delle proprie risorse alla manutenzione delle mura, del castello, delle torri di avvistamento ed all'acquisto di polvere da sparo per le armi. A questo proposito, si deve ricordare che ai cittadini di Capri fu concesso il singolare privilegio di girare armati, proprio perché essi provvedevano autonomamente alla guardia ed alla protezione del loro territorio.
La tutela del proprio suolo è stato sempre compito delle popolazioni locali anche se queste pagavano tributi e balzelli alle varie monarchie che si succedevano sul trono di Napoli; i Capresi si sono distinti in questo compito sacrificando le loro vite per proteggere mogli e figli e spesso cadendo nelle mani dei feroci pirati barbareschi che infestavano il Mediterraneo. Molti di loro furono fatti schiavi e venduti nei mercati delle coste africane (XV-XVI-XVII sec.).

Nel Settecento, per volontà di Carlo III di Borbone, si iniziarono sull'isola i primi scavi archeologici mirati al recupero di reperti provenienti dalla splendide dimore fatte costruire dagli imperatori romani Augusto e Tiberio. Moltissimi reperti furono trasportati fuori dall'isola: un magnifico pavimento rinvenuto a Capri si trova oggi presso il Museo di Capodimonte di Napoli, altri, ugualmente di pregevolissima fattura, si possono vedere nella chiesa di S. Stefano di Capri.

Capri nell'Ottocento

Dopo la caduta della Repubblica Partenopea (1799) alla quale aveva eroicamente aderito il medico caprese Gennaro Arcucci, ed una breve occupazione francese, Capri cadde nelle mani degli Inglesi comandati dal Colonnello Hudson Lowe.
Le truppe inglesi fortificarono l'isola tanto che fu coniata per essa la definizione di "Piccola Gibilterra". Non furono però in grado di opporsi alla brillante operazione militare voluta da Gioacchino Murat e guidata dal generale Lamarque, a seguito della quale, nel 1808, i Francesi riconquistarono Capri. L'impresa destò una grandissima impressione in tutta l'Europa e l'avvenimento fu celebrato con un'iscrizione posta sotto l'Arco di Trionfo a Parigi. Il Colonnello Lowe fu poi il carceriere di Napoleone nel suo esilio a Sant'Elena.

Nel 1826 due stranieri, Kopisch e Fries, accompagnati dal pescatore caprese Angelo Ferraro, scoprirono la Grotta Azzurra, in realtà già conosciuta ed ammirata da Augusto e Tiberio. La scoperta e la descrizione romanzata che Kopisch ne fece in un volumetto, contribuirono in maniera determinante alla notorietà dell'isola, che ricevette una spinta decisiva dalla fama di crudeltà e dissolutezza che circondava la figura dell'imperatore Tiberio.

Con la graduale trasformazione dell'economia isolana da agricola e marinara in turistica, avvenuta tra il XIX e XX secolo, Capri si arricchì di una serie di servizi e di infrastrutture fondamentali per una moderna ed efficiente stazione turistica di fama internazionale. L'Isola, infatti, con decreto governativo fu dichiarata Stazione di Cura, Soggiorno e Turismo sia per le moderne ed efficienti strutture di accoglienza e soggiorno che per la salubrità del clima e per la mitezza della temperatura.

Dal dopoguerra ad oggi

Nel 1943 l'isola fu utilizzata dagli Alleati come rest-camp per le truppe impegnate nello scacchiere del Mediterraneo.
Nel corso degli anni è stata il luogo preferito di presenze illustri e significative; vi hanno soggiornato scrittori famosi come Massimo Gorkji, Norman Douglas, Filippo Tommaso Marinetti, Alberto Moravia, Curzio Malaparte, Graham Greene, Raffaele La Capria ecc.
Negli anni Cinquanta-Sessanta conobbe un periodo turistico di grande fortuna diventando la meta privilegiata di regnanti di tutto il mondo (Re Farouk d'Egitto, lo Scià di Persia con la moglie Soraya) e di celebrità artistiche (Brigitte Bardot, Liz Taylor, Totò, Rita Hayworth ecc).

Sono innumerevoli le bellezze naturali e gli storici monumenti che si trovano a Capri e che sono conosciuti in tutto il mondo; basti ricordare a solo titolo esemplificativo la Grotta Azzurra, i Faraglioni, l'Arco Naturale e la trecentesca Certosa di San Giacomo.

I numerosi turisti che sbarcano ogni anno sull'Isola, con un imponente traffico marittimo tra Capri ed i vicini comuni della costa come Napoli, Sorrento, Amalfi, Positano, Ischia ecc. e le innumerevoli manifestazioni ed attività di carattere turistico ed artistico hanno imposto, nel corso degli anni, la realizzazione di una serie di infrastrutture e di servizi che collocano Capri ai vertici mondiali dei comuni turistici.

Esiste poi una vastissima letteratura nazionale ed estera su Capri; di essa hanno scritto autori di tutto il mondo, e le sue bellezze paesaggistiche sono state riprodotte in migliaia di quadri e di fotografie che si trovano sparsi per tutti i continenti.

Sono stati ospiti dell'Isola scrittori, artisti, scienziati, Premi Nobel, grandi imprenditori ed uomini politici italiani e stranieri che nelle sue acque o nella sua natura hanno trovato ristoro e serenità. L'amenità del suo clima, anche nel periodo invernale, la fa prediligere ad altre località grazie anche all'ospitalità ed al buon gusto dei capresi.

Enzo Di Tucci
Centro Documentale dell'Isola di Capri