
| Hanno scritto di Capri... |
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"Capri è sacra. L'obiettivo non è vederla, ma avvertirvi una certa qualità di "Così giunsi quasi in faccia a Capri. L’isola dal profilo selvaggio, sembrava una belva ciclopica accovacciata sul mare in agguato dei due golfi di Napoli e di Salerno. Ma il profilo rude delle sue rocce tagliate a picco, scompariva a poco a poco davanti ad un esame più dettagliato. Già a mezza strada dalle bocche di Capri, tra Punta Campanella e Lo Capo, un dolce odore di fiori d’arancio m’era venuto incontro come un messaggio nuziale. Dalla prua del piccolo battello che avanzava senza rollii, vedevo le casette di Capri, distese alla Marina Grande, su per la costa, verso le strade di Anacapri e Tiberio, come fatte di cartone, con le grandi arcate aperte a guardare il mare. E mi pareva, con le palme sventagliate e i pini marittimi, un paesaggio di presepio…" (Nino Salvaneschi, 1935). “Capri, reina de roca, en tu vestido de color amaranto y azucena viví desarrollando la dicha y el dolor, la viña llena de radiantes racimos que conquisté en la tierra”. (Pablo Neruda). "Capri è un bocconcino minuscolo, ma squisito. Il fatto è che qui vedi subito, in un sol giorno, tanta di quella bellezza che ne rimani come ubriaco, inebetito, e non riesci a fare più nulla. Continui a guardarti intorno e a sorridere...Il Golfo di Napoli - e soprattutto Capri - è già bello e più profondo dell'amore e delle donne. In amore scopri subito tutto - qui non sai neppure se sia possibile scoprire tutto...Ho in testa un diavoletto allegro che balla la tarantella, e sono ubriaco anche senza vino". (Maksim Gor'kij). Il mare azzurro Sul dorso dell’isola l’occhio scorgeva una allegra cittadina con bianche case a volta, con alte mura e la cupola di una chiesa. Più in basso, sulla stretta marina, il porto e numerose barche disposte l’una accanto all’altra.Si udiva ancora l’eco delle campane quando raggiungemmo la sponda sulla quale ci aspettava la figlia di un pescatore, con una tavola di legno che fece scivolare nell’acqua affinché potessimo arrivar a terra senza bagnarci i piedi. Appena saltai sulla riva di questa singolare Capri, che tante volte mi ero immaginato quando ero al Nord, mi sentii subito a casa. Regnava una gran pace, si vedeva appena qualche pescatore; dei bambini si bagnavano presso uno scoglio, la sponda era animata da un gruppo di ragazze e, tutt’intorno un solenne silenzio. Ero penetrato in un favoloso eremitaggio. Dalla marina saliva verso la cittadina di Capri un ripido e scosceso sentiero, fiancheggiato da mura di giardini…(F. Gregorovius, da Capri - 1868). "La piazza è vuota; ogni tanto si sente un latrato da qualche osteria o un ‘Potz Donner Wetter’ da qualche tavolo di Hiddigeigei; poi tutto tace e solo un vecchio guardiano del campanile conta le ore ad alta voce per tenersi sveglio. Ancora per un pò la città bianca brilla fra gli scogli, poi l’isola di Capri piomba nel buio. Ma ecco la luna che sale su dalla punta di Sorrento, ed il velo del crepuscolo scende giù dalla costa del Monte Solaro, sopra i boschi di olivi, cespugli di mirtilli ed aranceti e scompare fra le onde del golfo. La notte sogna un bel sogno e l’isola incantata, bella come una sirena illuminata dalla luna, sorge misteriosamente fuori dal mare. Una leggera brezza scorre sopra le acque, passa fra gli aranceti in fiore, e scherza fra i teneri virgulti delle viti. Dal mare vengono voci allegre, che sembrano più alte nel silenzio della notte, ed il viandante di Monte Solaro sente un fruscio d’ali su nello spazio illuminato dalla luna”. (da Napoli e Capri di Axel Munthe). "Nessun luogo, in Italia, ha tale ampiezza d’ orizzonte, tale profondità di sentimento. È un luogo, certo, solo adatto per uomini forti, per spiriti liberi”. (da Casa come me di Curzio Malaparte). “Domandate ad un isolano, a Capri, che ora è. Che ora? L’ora di ieri a quest’ora; ed è anche l’ora di domani, l’ora di sempre: l’ora di Capri “. ( da Aria di Capri di Edwin Cerio). "L'isola di Nepenthe (Capri...) ricordava una nuvola. Era una macchia d'argento sopra quella distesa illimitata di mare azzuro e cielo. Un vento da sud soffiava sulle acque del Mediterraneo, traendone l'umidità che si raccoglieva in spessa nebbiolina sui suoi fianchi e sulle sue alture....Un'aria di irrealtà incombeva sul posto". (Da South Wind di Norman Douglas).
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