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L'artigianato caprese, vittima della grande trasformazione socio-economica che ha interessato l'Isola negli ultimi 50 anni, ha un passato illustre : la tradizione artigianale di Capri risale ad epoca immemorabile. Si hanno notizie di tale attività fin dal periodo angioino, quando i mastri d'ascia e i calafati dell'università di Capri e della Terra di Anacapri erano richiesti dall'Arsenale di Napoli per la loro abilità nella costruzione delle galee reali. Sotto la dominazione aragonese erano molto rinomati anche i "magistri drapporum sericorum aureorum" di Capri per la finezza e la qualità delle bandiere e dei drappi da essi realizzati ed in uso presso la Corte. Collegata strettamente a questa attività era la coltivazione di bachi da seta molto diffusa in tutta l'Isola; di essa restano ancora molti alberi di gelso a testimonianza di questo difficile e impegnativo lavoro. La tessitura dei nastri era poi di esclusiva competenza delle donne le quali, oltre a occuparsi delle attività domestiche e dei campi, trascorrevano gran parte della giornata nella preparazione delle fettucce colorate che venivano vendute a Napoli e la cui fattura era particolarmente apprezzata dalle signore della nobiltà napoletana. Il porto di Napoli fu costruito con la calce che si produceva a Capri; sull'Isola, infatti, vi erano numerose calcare delle quali ancora oggi si può vedere qualche superstite esempio. Di questa dura e faticosa attività si possono osservare gli ultimi resti sulla strada provinciale per Anacapri, dove un'ampia apertura nella roccia e i resti di una vecchia calcara sono i testimoni muti di un lavoro antico e massacrante. L'allevamento delle capre, quasi di esclusiva proprietà dei ricchi monaci Certosini, consentiva a questi di preparare delle ottime caciotte anch'esse vendute a Napoli e spesso portate in omaggio, insieme ad altri prodotti di Capri, ai Sovrani napoletani e in particolare alla Regina Giovanna I d'Angiò, che del Monastero della Certosa di San Giacomo era stata benefattrice e protettrice. L'avvento dell'era turistica diede poi una svolta determinante alle attività artigianali isolane; i prodotti lavorati dagli artigiani capresi ebbero non solo un mercato nuovo e inaspettato, ma subirono trasformazioni e adattamenti necessari alle nuove richieste. Nacquero così la tessitura con telai di legno per la realizzazione di tessuti molto apprezzati in Italia e all'estero; la lavorazione delle scarpe di corda, i ”zabattigli”, famose in tutto il mondo. Si sviluppò, infine, nella moda italiana uno stile "caprese" alimentato dalla creatività e dalla fantasia di sarti, calzolai e artigiani capresi che, ancora oggi, tiene testa all'agguerrita concorrenza. E' possibile trovare in vendita non solo griffe e capi di alta moda ma anche molti graziosi prodotti tipici dell'artigianato locale, che fanno tendenza tra i frequentatori dell'Isola. Come gli originalissimi sandali infradito, considerati delle vere e proprie opere d'arte, a volte impreziositi da pietre, coralli e perline colorate: famosi quelli calzati da Sofia Loren e Jacqueline Kennedy negli Anni Sessanta. Senza dimenticare i rinomati capi di abbigliamento e di maglieria, lavorati su tessuti tinti a mano, su morbidi filati di cashmere, su freschi lini e preziose lane. Tra trame rasate, rilievi di trecce e di coste, essi si trasformano in cardigan, pantaloni, casacche,gilet e negli intramontabili, grandi scialli per le fresche sere d'estate. Naturalmente fatti su misura e in tempi rapidi per soddisfare i clienti più esigenti. Poi si passa alle ceramiche decorate a mano, di svariate fogge e vivaci colori, dal giallo al blu, al rosso. Ai quadri realizzati su tele e tavolette di legno, che riproducono le tante bellezze naturali e gli scorci più remoti dell'isola azzurra, secondo il particolare gusto degli artisti. Accanto a questo tipo di artigianato, diciamo, da vetrina, ci sono, poi, le botteghe di fabbri e falegnami i cui lavori, unici e ricercati, arredano le case e le ville più esclusive dell'isola. Ed è un vero piacere vedere questi abili maestri modellare il legno e il ferro nelle loro botteghe. Infine ma certamente una delle voci di maggiore successo commerciale è rappresentata dalla produzione di profumi che si basa sull'utilizzo delle specie più aromatiche della macchia mediterranea e sulla produzione del famoso liquore di limoni denominato"Limoncello", esportato in tutto il mondo. (I cenni storici sono a cura del Centro Documentale dell'Isola di Capri).
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